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Successione legittima: ecco cosa prevede la legge

Successione legittima: ecco cosa prevede la legge

La successione legittima, ovvero il passaggio del patrimonio del de cuius (dal latino is de cuius hereditate agitur, cioè “colui della cui eredità si tratta”), avviene sulla base delle regole indicate dalla legge. Si parla di successione legittima, infatti, quando il defunto non ha redatto alcun testamento olografo (scritto per intero, datato e sottoscritto di pugno dal testatore) né in modo pubblico, né in modo segreto.

In mancanza di testamento che riporti la volontà del defunto, si applicano le regole per la successione legittima a favore del coniuge e dei parenti più stretti. Lo stesso può accadere nel caso in cui il testamento non riguardi l'intero patrimonio del defunto perchè per la divisione della parte restante si farà riferimento alla successione legittima. Lo stesso accade in presenza di testamento che venga dichiarato nullo o che sia annullato giudizialmente perché invalido.

Volendo evitare che si apra la successione legittima, producendo un testamento valido, si consiglia di avvalersi della consulenza notarile. Il Notaio Mario Sartori di Grezzana, iscritto al Collegio Notarile di Verona, con la sua esperienza in ambito testamentario è in grado di fornire totale assistenza per la redazione di un testamento a norma di legge, con garanzia di affidabilità e sicurezza.


Chi sono gli eredi in base alla legge sulla successione

Gli eredi, come specificato dal Titolo II del Codice Civile dall’articolo 565 (Categorie dei successibili) e dall'articolo 586 (Acquisto dei beni da parte dello Stato), sono costituiti da soggetti componenti il nucleo familiare come il coniuge e i figli, a seguire gli ascendenti e collaterali, nonché altri parenti fino al sesto grado. Se mancanti, i beni andranno allo Stato.

La legge sulla successione legittima è stata formulata appositamente per tutelare la famiglia del de cuius. I congiunti individuati come eredi dalla legge, con preferenza su tutti gli altri, sono il coniuge e i figli.

Riguardo il coniuge, bisogna specificare quanto segue:

  • Non entra nella successione legittima il coniuge separato giudizialmente con addebito della causa di separazione. Nel caso di separazione giudiziale senza carico di responsabilità, il coniuge può diventare erede.
  • È escluso dalla successione legittima il coniuge divorziato, così come il convivente.

Riguardo i figli, la legge li pone tutti sullo stesso piano. Avranno dunque la stessa quota di eredità:

  • I figli nati in costanza di matrimonio.
  • I figli nati da genitori non sposati che, dopo la nascita, contraggano matrimonio.
  • I figli nati da genitori non sposati, che vengono riconosciuti o dichiarati tali giudizialmente.
  • I figli adottati.
     

Eredi legittimari ed eredi legittimi: qual è la differenza?

Si distingue tra eredi legittimari ed eredi legittimi, in quanto non tutti i soggetti nominati saranno sicuri di ricevere una parte di eredità. Gli eredi legittimari sono coloro che hanno sempre diritto all'eredità, ovvero i figli e il coniuge. Gli altri soggetti, ovvero i genitori del de cuius, i fratelli e le sorelle, altri parenti fino al sesto grado, sono eredi legittimi.


Le quote ereditarie in base alla successione legittima

L'assegnazione delle quote ereditarie dipende dalla presenza del coniuge e dei figli. Nel caso mancassero, l'eredità viene ripartita in parti uguali tra i discendenti. Se invece concorrono all'eredità coniuge e figli, la legge stabilisce che spetti al coniuge la metà delle quote ereditarie, in presenza di un solo discendente che riceverà l'altra metà, mentre avrà diritto a un terzo dell'eredità in presenza di più discendenti, tra i quali saranno ripartiti i due terzi.

La legge prevede che gli eredi legittimi possono ereditare solo in determinati casi:

  • I genitori, in base all'articolo 568 del Codice Civile, ereditano in mancanza di discendenti, fratelli o sorelle, o loro discendenti.
  • Gli ascendenti, in base all'articolo 569 del Codice Civile, ereditano in mancanza di discendenti, fratelli o sorelle o loro discendenti. In questo caso, concorrono a metà delle quote ereditarie gli ascendenti della linea materna, per l'altra parte quelli della linea paterna.
  • Fratelli e sorelle, in base all'articolo 570 del Codice Civile, ereditano in mancanza di discendenti, genitori o altri ascendenti.
  • I parenti entro il sesto grado, in base all'articolo 572 del Codice Civile, ereditano in mancanza di discendenti, genitori, ascendenti, fratelli o sorelle e loro discendenti.
  • Lo Stato, in base all'articolo 586 del Codice Civile, eredita in mancanza di altri successibili.
     

Cosa succede in presenza di debiti lasciati dal defunto?

La legge sulla successione legittima individua i congiunti tra i quali verrà divisa l'eredità; come verrà diviso l'attivo del patrimonio, verrà diviso tra gli eredi, in base alle quote, anche l'eventuale passivo.

Non tutti i debiti rientrano nella successione. Vi rientrano i seguenti:

  • Debiti di natura civile come mutui, assicurazioni auto, utenze di luce e gas, contratti con rinnovo automatico che non sono stati precedentemente disdetti. Inoltre, condanne a risarcimenti per danni, spese processuali, debiti di condominio ecc.
  • Debiti di natura tributaria come imposte non pagate, canoni Rai, bollo auto ecc.

Tra i debiti che non rientrano nella successione vi sono quelli di natura strettamente personale, elencabili come di seguito:

  • Multe.
  • Sanzioni.
  • Debiti caduti in prescrizione.

In presenza di debiti, è consigliabile accettare l'eredità con beneficio di inventario, in base all'articolo 490 del Codice Civile: con questa forma di accettazione, detta beneficiata, l'erede acquista il diritto a non rispondere dei debiti oltre alla misura dei beni lasciati dal defunto.

I successori legittimi possono anche rinunciare all'eredità, nel caso in cui i debiti risultassero palesemente maggiori dell'attivo da dividere. Questo perché l'acquisto della quota ereditaria non avviene automaticamente, ma solo dopo l'accettazione. In questo caso la rinuncia verrà inserita nel Registro delle Successioni conservato in Tribunale.