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2016: Anno Internazionale dei legumi e sostenibilità ambientale

2016: Anno Internazionale dei legumi e sostenibilità ambientale

L'ONU ha proclamato il 2016 quale anno internazionale dei legumi, definiti dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura) per le loro proprietà come "semi nutrienti per un futuro sostenibile" dichiarando che "il loro valore nutrizionale non viene generalmente riconosciuto ed è spesso sottovalutato" .

L'obiettivo della FAO, grazie a tutti i nutrienti presenti nei legumi, è quello di combattere la fame e la malnutrizione nel mondo. Infatti entro l'anno 2025, l'83% della popolazione mondiale che, secondo le previsioni, raggiungerà 8,5 miliardi di abitanti, vivrà nei paesi in via di sviluppo ed è pertanto indispensabile reperire risorse per soddisfare il fabbisogno alimentare : i legumi sono quindi un'alternativa valida alle più costose proteine di origine animale. Per legumi si intendono fagioli, lenticchie, ceci, fave, piselli essi sono poveri di grassi, costituiscono una buona fonte di proteine vegetali che abbinate ai cereali (es. pasta e fagioli, riso e piselli, pasta e ceci ...) raggiungono una composizione di aminoacidi paragonabili a quello della carne. Contengono sostanze fondamentali per l'organismo quali calcio, magnesio, potassi o e zinco, il loro uso è essenziale in una dieta sana per combattere obesità, diabete, patologie cardiache e tumorali.

I legumi sono "sostenibili dal punto di vista ambientale perché necessitano di meno risorse naturali per crescere". Secondo i dati FAO la produzione di legumi richiede 50 litri di acqua per chilo, un chilo di carne di pollo 4.325 litri ed un chilo di manzo 13.000 litri. La minore necessità d'acqua ne consente la coltivazione e nelle zone arride e soggette a siccità. Le proteine dei legumi costano un quinto di quelle del latte.

I legumi rendono l 'agricoltura più sostenibile in quanto in simbiosi con i batteri del genere "Rhizobium" sono in grado di convertire l'azoto atmosferico in composti azotati utilizzabili per la coltivazione. I dati scientifici dicono che i legumi possono fissare tra 72 e 350 kg di azoto per ha all'anno. Migliorando la fertilità del suolo, con la coltivazione dei legumi (anche fra altre coltivazioni o come parti di sistemi di rotazione può ridurre l'erosione del suolo e contribuire a controllare infestazioni e malattie) potranno essere ridotti l'uso dei fertilizzanti e dei pesticidi chimici con vantaggi enormi per il benessere della Terra e la tutela della biodiversità. Ed ancora la produzione dei legumi ha rese molto alte (circa 2/3 volte quella dei cereali); costituisce una risorsa preziosa per adeguare le colture ai cambiamenti climatici (consente di selezionare le varietà più adatte alle mutate condizioni climatiche), può fermare l'abbandono dei terreni agricoli e da non sottovalutare, la loro produzione offre nuove occupazioni in tutto il mondo soprattutto alle donne. Secondo gli storici, persino gli Antichi Romani ne facevano uso in quanto cibi proteici, leggeri da trasportare, nutrienti, pratici da cucinare, perfetti per lunghe distanze. Per tale motivo i Romani preferirono portarsi appresso per le loro conquiste nel mondo scorte di lenticchie e fagioli piuttosto di doversi preoccupare di uccidere gli animali e trovare il modo di conservarne la carne.

Le leguminose: un vero patrimonio da rilanciare a livello planetario ed alla base di tutte le diete delle popolazioni più longeve del mondo!