Atti con incapaci e minori

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Atti con incapaci e minori 2017-03-07T19:10:48+00:00

atti con minori

La capacità di contrattare e quindi di stipulare validi contratti si acquista con il raggiungimento della maggiore età (18 anni).

Un soggetto minorenne può ugualmente stipulare contratti ma al suo posto agiranno i genitori, suoi legali rappresentanti, previa autorizzazione del giudice tutelare o del Tribunale competente.

Analogamente per i soggetti incapaci, alla tutela dei quali sarà stato nominato un tutore, un curatore o un amministratore di sostegno a seconda della gravità dell’incapacità.

Il legale rappresentante del minore o dell’incapace deve farsi autorizzare per poter porre in essere atti particolarmente importanti riguardanti il patrimonio dell’assistito, atti chiamati di straordinaria amministrazione.

Il giudice valuterà l’utilità e/o la necessità dell’atto da compiersi per l’incapace concedendo o meno l’autorizzazione.

Sempre a tutela di detti “soggetti deboli”: la legge prevede che l’eredità loro devoluta debba essere accettata con beneficio d’inventario per evitare che dei debiti del defunto ne debbano rispondere l’erede incapace con il patrimonio suo personale.

Tutte le norme sugli incapaci sono dettate a tutela di detti soggetti.

Esistono poi delle legge speciali a favore di soggetti con disabilità grave per favorire la cura dei loro patrimoni.

La gravità dell’incapacità potrà portare all’interdizione, all’inabilitazione o all’amministrazione di sostegno.

Amministrazione di sostegno

L’amministrazione di sostegno è stata introdotta di recente (2004) con il fine di dare un sostegno a tutte quelle persone che a causa dell’età o di malattia degenerativa si trovano in difficoltà temporanea o parziale di provvedere ai propri interessi.

Ad essa si ricorre specialmente nel caso di persona anziana ed ha iter semplificato rispetto alla procedura prevista per l’interdizione e l’inabilitazione.

Dette persone temporaneamente incapaci possono essere assistite da un amministratore che di regola sarà un familiare o una persona di fiducia.

Questa procedura particolarmente semplificata vuole andare incontro al cittadino per tutelare soprattutto anziani e/o persone affette da disabilità gravi.

L’amministratore ha la funzione di amministrare il patrimonio del soggetto da tutelare, secondo le disposizioni dettate nel Decreto di Nomina e dovrà annualmente rendere il conto della sua gestione al Giudice Tutelare che lo ha nominato.